Paese che vai Lega che trovi

29 settembre 2010

Il caso dei manifesti di quella che molti italiani possono ben considerare la cugina Svizzera sta scatenando non pochi malumori. I manifesti rappresentano tre topini, due italiani e uno rumeno, intenti a sgraffignare sornioni del formaggio che sarà per l’appunto svizzero (oddio se è l’ Emmenthal che schifo!). Poi la scritta: 60% crimini commessi da stranieri. Il committente della campagna è anonimo, stando a quel che dice Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, gli episodi di razzismo e le polemiche, invece, hanno un volto ed è quello della Lega ticinese. Simili toni li conosciamo molto bene, grazie alla Lega nostrana. Le due Leghe hanno in comune il fatto che cercano di scrollarsi di dosso chiunque provenga da un sud inteso come resto povero dell’Italia e del mondo. Gente che proviene dalle zone più disparate e disperate, non importa da dove, è gente che ruba il lavoro, è la scusa che va sempre di moda per chi è a caccia di consenso e di voti. Nel caso della Svizzera, ma non solo, il sud è Como, Varese, Bergamo, insomma la roccaforte della Lega lombarda! Per quest’ultima il sud è tutto ciò che proviene da Bologna in giù. Immagino un gigante Bossi che si scrolla di dosso le piante rampicanti che gli crescono sotto i piedi e immagino un Bignasca (leader della Lega ticinese) che, stizzoso, tenta di allontanare altre piante rampicanti composte da tutti quei lavoratori che arrivano da Como, da Varese, dalla Brianza. Insomma, un sud dietro l’altro. O un sud tira l’altro. Cesserà prima o poi questo giochino, queste canzonature, questi sproloqui che nulla hanno a che vedere con le persone che da anni si ritrovano a convivere con dei vicini di casa venuti chissà dove? Gli stessi militanti leghisti hanno a che fare ogni giorno con simili questioni: professare la propria fede leghista e condividere la stessa barca con degli stranieri. La Lega è un partito territoriale, come era un tempo l’ex PCI, è riuscito ad insinuarsi nei circuiti della gente comune. E la gente ci crede. Fino ad un certo punto. Che se ne fa la gente delle marachelle dei propri rappresentanti? Che se ne fa la gente di uno che dice “sono porci questi romani”? E’ gente che ogni giorno milita nel partito, si confronta con persone diverse (diverse da chi? Come nel film) e sente poi le nuove uscite altisonanti e lontane dei propri rappresentanti. Finiranno, prima o poi, gli sproloqui stucchevoli e ripetitivi di certi personaggi? Una cosa è certa: l’ignoranza, quella poco mascherata da alcuni esponenti leghisti, non ci salverà.

La foto raffigura pescatori presumibilmente svizzeri in un lago svizzero. La foto è di qualche giorno fa, il lago è quello della vicina Lugano.

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