L’altro ieri, ho partecipato al festival “Scrivere sui margini” tenutosi a Milano presso il Villaggio Barona. Sul volantino leggo che questa è la seconda edizione del festival e l’idea non è niente male “Tempi di recupero è il filo conduttore di questa edizione del festival: un percorso tra letterature e società, nel tentativo di dare voce al sentimento, sempre più diffuso, di vivere in un’epoca in cui creatività e innovazione si impongono come requisiti indispensabili per pensare ed attuare il bene comune. Perché ciascuno di noi, in fondo è in tempo per recuperare qualcosa. Magari scrivendo sui margini delle proprie giornate”. Quando ho trovato la cartolina, ho pensato che i presupposti erano interessanti, si avvicinava molto a quello che cercavo. La location era fantastica, ampia, moderna, un grande giardino, un auditorium. Alle 18 nel giardino c’era la presentazione del libro di Silvia Avallone e Sandrone Dazieri. Contrariamente a quello che mi aspettavo c’era poca gente. Come mai? Non so, mi è sembrato che il festival fosse ben ideato, ben programmato, eppure mancava qualcosa. Mancava quel legame fra organizzatori/autori e partecipanti/pubblico. Si avvertiva un netto divario tra questi due “schieramenti”. Non c’era dialogo. Alla presentazione di Avallone e Dazieri non c’è neppure il tempo per le domande del pubblico. Uno dei tentativi per affievolire il divario e coinvolgere le persone è stato il laboratorio di scrittura con Ferruccio Parazzoli al quale ho partecipato. E’ stato indubbiamente interessante ma sono sicura che si poteva fare di più. Mancava quel tocco che avrebbe permesso alle persone di uscire entusiaste dal Villaggio Barona. Gli organizzatori, per le prossime edizioni, dovrebbero pensare a dei modi creativi e innovativi per coinvolgere le persone. Sarebbe un peccato se così non fosse perché i presupposti sono molto positivi. Buona la presentazione di Acciaio, non ho ancora letto il libro.  Peccato che non ci sia stato tempo per le domande, avrei voluto chiedere a Silvia Avallone: <<Trovi che le possibilità di riscatto sociale per le persone di cui parli nel libro siano simili a quelle che cercavano le persone delle borgate romane di cui parlava Pasolini?>>.

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