Questa sera, post aperitivo tranquillo, sono andata alle colonne S. Lorenzo per assistere all’evento segnalato dal Corriere della sera: Reading D’Autore alle Colonne. Il posto è suggestivo a quell’ora, sono circa le 21.00, e inizia quasi subito l’incontro con il primo autore Andrea Scarabelli. Il ragazzo ha i fogli in mano e legge la sua storia o una parte di un suo recente libro (in cerca di editore, dice). Si parla di un rapporto fra l’io narrante, ragazzo trentenne, e una certa Marianna. Lo Scarabelli affronta la questione lavorativa, la precarietà, la disillusione dei giovani d’oggi riguardo al mondo del lavoro. Il trentenne che cerca di dissuadere la giovane Marianna nell’intraprendere una carriera fatta di promesse che non verranno mai mantenute. La Marianna si sposta a New York per inseguire i propri sogni e si scontra con la vita vera. Il trentenne amico ci racconta le sue avventure, le capisce, ce le spiega, ma pare che alla sua amica Marianna non le comunichi. Pare un racconto molto vero ma leggermente moralista. Il trentenne che capisce e che racconta fa lo sforzo concreto di dire quel che pensa alla sua Marianna? Le spiega perché è disilluso nei confronti del mondo e di tutto? Non lo so perché il libro non l’ho visto e non l’ho letto. Ma magari nel libro si capirà tutto questo. Magari se mi leggi Andrea, rispondimi! Ultima cosa Andrea: non mi è piaciuto vederti fare pausa lettura con la birra sotto le gambe, almeno prenditi un tavolino. Bisogna aver rispetto per la birra.Il secondo reading è di Marco Philopat autore ed esperto, leggo da qualche parte, di cultura underground e di Milano ovviamente. Il tema del suo discorso è infatti Milano e in particolare la storia della zona di piazza S. Lorenzo e, in generale, della zona ticinese. Ad un certo punto prende in mano dei gessetti e inizia a disegnare una sorta di cartina personale della città sul pavimento, i fogli sono sparpagliati per terra e lui spiega e disegna. E’ un triangolo, a quanto dice, io, purtroppo, come altri, sono seduta per terra per cui non vedo quello che disegna. Parla della zona ticinese delle tipologie di persone che la frequentavano. Interessante. Peccato che a causa della moltitudine di zanzare che mi aggredivano ho dovuto lasciare il reading. Ma ho abbandonato anche perché non capivo quale fosse il filo conduttore della serata e di quelle che verranno. C’è un filo conduttore o no, o magari sono io che non sono informata abbastanza? Sia chiaro che non è obbligatorio il filo conduttore della serata, però in genere ci si confronta su un tema, quello di questo reading qual’è? Il tema di confronto o il filo conduttore è quello che lega i diversi confronti della serata che avvengono attraverso le letture degli autori. Stasera sembrava che nulla unisse i due autori. Dov’era quel “mosaico di stili, suggestioni e tematiche da approfondire con il pubblico” (www.satisfiction.menstyle.it)? Come al solito si parla del pubblico come di qualcosa che non esiste. Nei nostri volantini, nelle nostre propagande, nei nostri eventi ci rivolgiamo sempre ad un pubblico che non esiste. Ci aspettiamo centinaia di persone che partecipano, intervengono, domandano, ma non è mai così.Ci dicono che bisogna coinvolgere le persone, ma è davvero difficile trovare il metodo e il filo giusto per attirarle. Oggi ero il pubblico ed ero molto interessata ma poco attirata.

Confidiamo nel prossimo incontro.

Annunci