Soluzione del giochino

22 marzo 2011

 

Se vi siete spremuti per bene, se avete provato in tutti i modi, in tutti i laghi e in tutti i luoghi ad unire i 9 puntini senza ottenere il risultato sperato; se avete gironzolato in rete in cerca della soluzione senza trovare alcunché siete stati sicuramente bravi. Il punto, anzi, uno dei punti è il seguente: bisogna, ogni tanto, scardinare e uscire dagli schemi, scavalcare i limiti imposti, cambiare, trovare soluzioni alternative, sbagliare. La nascita del dubbio, l’ansia dell’errore…

<<(…) se e quando volete adottare un modo di ascoltare/osservare fenomenologico, eliminate il verbo essere dal vostro vocabolario. Al limite non dovete pensare: “Questa è una sedia, questo è un tavolo”, ma “Vedo questa come una sedia, vedo questo come un tavolo”. Mi rendo conto che sembra ridicolo, ma aiuta ad usare fin dall’inizio un linguaggio che non escluda che potremmo vedere le cose anche secondo delle Gestalt diverse. Il predicato “è” esclude, irrigidisce. Invece “Adesso lo vedo così, ma…” ci induce a essere leggeri, flessibili, disponibili all’esplorazione di altri modi possibili>>.

Marianella Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili, Mondadori, Milano, 2003

 

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