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Ogni sabato (a soli 1,50 euro con La Repubblica)  esce questa meravigliosa rivista. Non sono mai stata una fan di riviste, ma questa è davvero una Signora Rivista, perché ogni settimana contiene del materiale davvero interessante, e oggi non è facile trovare una rivista che ti parli di cose interessanti. Compravo diverse riviste quando viaggiavo in treno, così per svagarmi, e fra interviste varie ad attori/attrici conosciuti e non, cantanti, scrittori stra-famosi, personaggi del momento o del passato, finivo ad annoiarmi mortalmente e la cosa mi conciliava il sonno. Compro ancora molte riviste ma raramente si trova qualcosa di particolare o che valga la pena ricordare. Per ragioni che per me sono ovvie, non spendo soldi per riviste tipo Chi, Più ecc. perché sono abominevoli: foto orrende, parole o temi ancora più orrendi; ma del mio euro chi se ne frega, tanto vendono lo stesso, e buon per loro e per chi resta fesso e contento. Comunque, tornando alla Repubblica delle Donne, è davvero una bella rivista, dentro c’è tutto quello che desidero trovare. Infatti, saltando la grossa mole di pubblicità, c’è davvero di tutto: interviste a piccoli o grandi scrittori, filosofi, registi, inchieste, arte, moda, tendenze,musica, appuntamenti, cibo. Io molto spesso ritaglio degli articoli (ma questo lo faccio anche con i quotidiani) che secondo me sono interessanti o che mi torneranno utili in futuro, e infatti quando vado a rivedere gli articoli mi dico che ho fatto proprio bene a tenerli. La Repubblica delle Donne non è mai banale e offre degli spunti per il futuro, dei piccoli contributi che danno una visione del mondo che c’è fuori, e che ti fanno capire che, malgrado la spazzatura, c’è ancora spazio per chi vuole con i propri mezzi, capire ed interpretare il mondo. Questo è per lo meno il messaggio che arriva a me.

ISTRUZIONI PER L’USO: un bicchiere di Gewurztraminer, da consumarsi preferibilmente la sera, la Repubblica delle Donne, come musica di sottofondo Oracular Spectacular dei MGMT.