Ieri pomeriggio, in occasione dell’Immigration Day, ho assistito a due proiezioni interessanti:  “Soltanto il mare” di Dagmawi Yimer e “Il Sangue Verde” di Andrea Segre.

Dagmawi Yimer, etiope, entra in Italia nel 2006 come clandestino. A distanza di quattro anni torna a Lampedusa con la telecamera, per raccontare l’isola ed intervistare gli abitanti. Riflettori puntati su una Lampedusa diversa, un’isola abitata e raccontata dai pescatori e dagli abitanti del posto. Bellissime le musiche di Nicola Alesini.

“Il Sangue Verde” è una raccolta di punti di vista di alcuni dei raccoglitori di arance dopo i fatti di Rosarno. Ragazzi che raccontano la loro vita, il lavoro, le speranze. Spiegano come si è arrivati alla rivolta, mostrano le condizioni in cui erano/sono costretti a vivere. Sarebbe stato interessante raccogliere anche i punti di vista dei cittadini di Rosarno, l’unico cittadino che viene intervistato è l’ex sindaco del paese, consapevole del fatto che la situazione esplosa a gennaio ha radici profonde risalenti a parecchi anni prima. Anni di silenzi e lavoro nero, anni di potere mafioso che si pone come anello di congiunzione tra sfruttatori e sfruttati.