Se vi capita di passare per Carugate (Mi) vi consiglio di fare un bel giretto nel centro del paese. Qualche settimana fa si è conclusa la I edizione della Biennale di Arte Pubblica e alcuni gruppi di artisti hanno collocato le proprie opere in diversi punti della città.

Nel muro che delimita il giardino della sede del Comune è stata fissata una lunga striscia di plexiglas (30mx30cm). Il progetto è stato realizzato da Rita Correddu in collaborazione con Stefania Arru e si intitola “Trentacinquemetri circa”. Nella Guida alla lettura dell’opera si legge “Trentacinquemetri circa, una forma, una lunghezza che non è una distanza ma un luogo, un luogo comune. Parole e immagini (…) scorrono per trenta metri: non si tratta di una lunghezza ma di un tragitto dalla durata indefinita”.

Vista da lontano quest’opera appare come una leggerissima pellicola, un nastro, un lungo negativo; man mano che ci si avvicina si scorgono chiaramente i testi e le immagini sottostanti che accompagnano, passo dopo passo, sino alla fine dell’opera e del muro.

Incuriosita dall’opera ho rintracciato e intervistato l’artista Rita Correddu.

“Trentacinquemetri circa” è il titolo del progetto che avete realizzato a Carugate (Mi) ci può dire in cosa consiste?

E’ un intervento architettonico site-specific, accompagnato da una guida alla lettura, un libro d’artista, prodotto in 200 copie. In realtà è anche altro. E’ la ricerca di una risposta ad una domanda: che cos’è per sempre? E’ un’esperienza di dialoghi, di altre esperienze, di racconti, di immagini preziose. E’ la volontà di comprendere e comprendersi nella vita degli abitanti di Carugate, anche se per un breve periodo di tempo, quattro giornate e una settimana, in cui sono però sono maturati rapporti veri, sinceri. Trentacinquemetri circa è una dimensione pubblica allo stesso tempo intima e profonda che vuole suggerire la possibilità di un altro spazio e di un altro tempo.

Quali sono state le fasi che hanno portato alla realizzazione del progetto?

Tutto è iniziato dalla commissione istituzionale: sono stata invitata a pensare un progetto di arte pubblica per la città di Carugate, un lavoro permanente che nascesse da una collaborazione con altri artisti e che diventasse un’occasione di coinvolgimento diretto degli abitanti stessi della città. Ho scelto di collaborare con Stefania Arru che è una scrupolosa osservatrice del presente, capace, attraverso le parole, di offrire una particolare lettura della società. Mi interessa lavorare sull’osmosi tra immagini e parole. Dopo il primo sopralluogo abbiamo immediatamente identificato il luogo in cui la ricerca avrebbe preso forma: un muro lungo appunto trentacinque metri circa. Da subito abbiamo lavorato con la chiara volontà di introdurci dentro la città, dentro le case degli abitanti di Carugate, dentro le loro vite: un’invasione pacifica e discreta, per cercare momenti da condividere. Altrettanto immediata è stata la visione immaginaria di un muro che non fosse più muro ma finestra, porta, non confine ma apertura, non barriera ma luogo. Mai abbiamo pensato di cambiare la realtà, ma solo di renderla più evidente per offrirla a nuove contemplazioni: l’evidenza di un muro, di pensieri e immagini da condividere.

Che tipo di ruolo dovrebbe avere l’arte pubblica rispetto al rapporto con i cittadini?

Metterei tra parentesi la parola “pubblica”, parlerei dell’arte, del rapporto dell’arte con la città, la città che non è lo spazio urbano ma lo spazio umano: l’arte questo deve ricordarlo, lavorando in questo spazio, sempre di più.

Ritieni che questo progetto si sia avvicinato ai cittadini di Carugate?

Il lavoro concluso, su quel muro, è di fatto dei cittadini di Carugate, è stato pensato per loro e con loro, mi auguro solo lo sentano tale.

Quindi quel muro diventerà un nuovo “luogo di identità”?

Il senso delle cose dipende dalla volontà di riconoscerlo. Per me quel muro è già luogo anche della mia identità, credo che possa esserlo già anche per tutte le persone che l’hanno toccato o che si sono soffermate a camminarci di fianco o anche solo a guardarlo da lontano. E’ sicuramente un luogo dove si incontrano identità comuni e identità individuali.

“Che cos’è per sempre” è la domanda che avete rivolto ai cittadini, tu come risponderesti?

Prima non avrei saputo rispondere, adesso userei le parole degli abitanti di Carugate.

Avete fatto pubblicare il libro “Trentacinquemetri circa guida alla lettura” in cui emerge una fusione tra arte e letteratura, secondo te  nel contesto culturale contemporaneo è possibile unire le forze, artistiche e letterarie, in questo caso, per raccontare la società che ci circonda?

Credo che l’interdisciplinarietà strutturi saldamente un linguaggio. Credo che la stessa condivisone che genera i contenuti di un lavoro ne costruisca anche la forma. Credo che ciò sia assolutamente possibile, complesso, rischioso ma doveroso e sicuramente possibile.

Trentacinquemetri circa Guida alla lettura è un libro che racchiude tutto il materiale utilizzato per comporre la striscia di plexiglas: le immagini e il testo che amalgama le risposte dei cittadini alla domanda “che cos’è per sempre?”. Sono inoltre presenti dei testi di Stefania Arru, dei brevi ritratti anonimi “una raccolta di particolari punti di vista, di eteree sensazioni, di fuggevoli emozioni frutto dello scambio di rapporti con i cittadini di Carugate”. Ho scelto uno di questi testi che pubblico di seguito:

<<Protetto da piante verdi di ogni sorta, vive in una casa, in un guscio di legno. Affollano il suo mondo, pendoli che battono le ore e immagini di donna e di suoni che non esistono più. Il tempo scandito dal battito, dal tocco di un pendolo che suona le ore e segna i minuti, rendendo giustizia alla musicalità interrotta di un pianoforte imponente e chiuso. I libri racchiudono immagini di affetti mai sbiaditi, e una volta aperti, sprigionano un mondo fatto di altri tempi, di ricordi, di felicità mai perdute per sempre. Tali affetti, alimentati con rigorosa metodicità, vivono in un’abitudine nuova scavata nel tempo. E se l’amore non può essere unico, e se gli amori possono essere tanti e diversi, cosa rimane di un legame che il destino ha voluto spezzare, che cosa rimane di una parentesi sarà in sospeso?>>



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HUMUS ART I° BIENNALE D’ ARTE PUBBLICA CARUGATESE
Ideato e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Carugate con la collaborazione dell’ Accademia di Belle Arti di Brera.
Il progetto a cura della Commissione Mostre del Comune di Carugate composta da Arianna Galli, Nicola Falco, Claudio Ferrarini, Tranquillo Mariani, Alessandro Sangalli presenta quattro gruppi di giovani artisti già attivi sul territorio nazionale: Valentina Curandi + Nathaniel Katz, Rita Correddu + Stefania Arru, Sottobosco, Fatti d’arte, affiancati da alcuni gruppi locali di zona.
Trentacinquemetri circa (II incontro pubblico)
di Rita Correddu in collaborazione con Stefania Arru
All’interno di HUMUS ART I° BIENNALE D’ ARTE PUBBLICA CARUGATESE è in fase di costruzione “Trentacinquemetri circa”, un intervento permanente che sarà realizzato nel mese di Ottobre, durante la settimana di residenza degli artisti, pensato per il muro vicino alla sede del Comune.
Sarà una striscia lunga 35m circa fatta di immagini e parole: le fotografie scelte dagli abitanti del paese che raccontino dei loro momenti importanti vissuti a Carugate insieme alle parole frutto di una riflessione sul concetto “che cos’è per sempre”. Per la raccolta dei materiali sono stati organizzati due incontri pubblici informali. Il primo è stato un pic nic tenutosi domenica 13 giugno nel parco del campo sportivo del paese. Il secondo ed ultimo si terrà sabato 26 giugno, in concomitanza con la V Festa dell’Olmo d’Oro, l’associazione artistica Carugatese di scultori del legno, in via Cesare Battisti (Parco Centro) a partire dalle 19.00 in poi.
I cittadini sono invitati a partecipare liberamente portando una fotografia e del tempo. Una fotografia che rappresenti un momento significativo della loro vita trascorsa a Carugate e un pò di tempo da dedicare ad un pensiero che non ha né durata né scadenza. Vuole essere un’occasione in cui tra i ricordi del passato e i momenti del presente si possano concretizzare vere occasioni di condivisione per poter creare un reale monumento condiviso, per gli abitanti di Carugate, degli abitanti di Carugate.