Garbo in Karénina

17 luglio 2011

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A Maria con Garbo

4 luglio 2010

Ho un’amica appassionata di un’attrice svedese nata nel 1905 e scomparsa nel 1990. Ho potuto assistere alla passione nascente della mia amica per Greta Garbo quando, qualche anno fa, vivevamo assieme. Ci siamo incontrate ieri, per un aperitivo, e ho potuto constatare che continua a far rosolare questa sua passione a fuoco lento. Ieri avevamo tanto l’aria di non aver niente da spartire, almeno in fatto di abbigliamento. Lei mi aspettava al bar in abitino color rosa con pizzi sulle maniche, tacchi alti, labbra rosse e capelli corti. Era incantevole, l’avrei osservata per ore. Io gonna color ciclamino, canotta celeste e zeppe con tanto di buchino sulla stoffa all’altezza del pollice. Incontrare per strada a Milano una bella ragazza che ha vestiti inusuali, pescati probabilmente nell’armadio della mamma o nel cesto dei vestiti a dieci euro al mercato, è abbastanza frequente. Il vintage va di gran moda. Ma il fascino della mia cara Maria, a mio avviso, sta in questa sua passione per Greta Garbo che risale a qualche anno fa e che continua ad esprimere con stile nel suo abbigliamento. La vita e i film dell’attrice svedese è stata al centro dei nostri discorsi ieri, annullando o facendo passare in sordina le nostre vite attuali. Mi ricordo quando Maria si apprestava a preparare gli esami di lingua inglese e per aiutarsi, in particolare con la pronuncia, andava in biblioteca a prendere dei vecchi film per vederli e ascoltarli in lingua originale. Glielo aveva consigliato un’amica. Così, per caso, aveva trovato dei film in cui recitava Greta Garbo. Il suo compito quotidiano, di guardare almeno un film a sera, divenne ben presto un piacevolissimo esercizio, perché rimase incantata dalle espressioni, dal viso e dalla modernità della grande attrice svedese. Così uno dietro l’altro divorò i film che riusciva a trovare. Il primo film che vide, quello della rivelazione del grande amore fu Anna Christie (1930) in cui Greta Garbo per la prima volta “parla” infatti, era l’epoca del passaggio dal cinema muto al cinema sonoro. Maria rimase rapita da quella voce così roca, sensuale e determinata che si coniugava con le espressioni decise, intriganti e maliziose dell’attrice. La scena era totalmente la sua, il resto erano solo comparse, anche i grandi nomi del cinema dell’epoca che recitavano al suo fianco. Successivamente Maria vide uno dietro l’altro: La Regina Cristina, Ninotchka, Mata Hari, Margherita Gauthier, Grand Hotel, Anna Karenina. Maria mi ha spiegato che ha amato un po’ tutti i film della Garbo perché è sempre così diversa in ogni ruolo ma assume sempre delle singolari caratteristiche che si ripetono in ogni film e che la rendono unica. Ho chiesto a Maria qual’era il suo film preferito interpretato dalla Garbo. Mi ha risposto che Anna Karenina è il suo preferito perché la Garbo ha restituito divinamente quell’immagine fatta di grazia e coraggio che Tolstoj aveva creato e fatto vivere nel personaggio di Anna Karenina. Dopo l’aperitivo Maria mi ha invitato a casa sua perché voleva farmi vedere delle cose. La bella e lunga chiacchierata non aveva esaurito tutti i discorsi che si potevano ancora fare per cui sono andata via con lei incuriosita e rapita da tutti quei personaggi che stavano venendo fuori: Greta, Anna, Maria. Nella grande libreria della camera di Maria luccicava un cofanetto di metallo. Conteneva sei film di Greta Garbo, era un regalo di laurea, mi ha spiegato Maria. Dentro il cofanetto oltre i film c’era una penna. Una bellissima Montblanc in resina nera e bianca con cappuccio decorato dalla firma “Greta Garbo” e impreziosito da una perla Akoya sulla clip con finiture placcate in platino. Ero emozionata tanto quanto Maria che contemplava questi oggetti preziosi come se fossi stata io a regalarglieli. Ero stupefatta per l’importanza che Maria attribuiva a questi oggetti e per il fatto che mi mostrasse in maniera così infantile e profonda la sua felicità e la sua emozione che assomigliava tanto a quella di un vecchio che ti mostra vecchie foto di famiglia, volti di antichi amori mai svaniti. Quando stavo andando via Maria prese il suo cofanetto e mi chiese di guardare quei film, quando ne avessi avuto il tempo. Avrebbe voluto un giorno commentarli con me, per avere un confronto, per renderli reali, visto che non aveva mai trovato nessuno interessato a vederli quanto me. <<Tu Greta, mi farai il dovere di guardarli!>>. Mi ha detto Maria ridendo, prima di salutarmi.