L’eco

5 ottobre 2009

Quella sera volle usare

la sua voce umana

per gridare.

L’urlo all’improvviso fuggì

stridulo e impotente

solitario e disarmato,

credendo di schiantarsi sul niente.

Ma una voce rispose

ripetendo senza senso

sempre quello

stridulo e impotente

solitario e disarmato,

imitando il suono da lontano.

Poi l’urlo mutò

e divenne verbo

per rivolgersi

a chi era senza carne.

“Urlo perché non c’è niente e tu mi rispondi?

Tripudio di voci

che correvan senza sosta

per uccidere e trionfare sul silenzio.

Tripudio di voci

che correvan senza sosta

per cancellare l’ombra del vuoto.

Tripudio di voci

che correvan senza sosta

per far spazio al corposo verbo.

L’eco è il peggior nemico del silenzio;

il veleno supremo,

l’arma micidiale,

l’estrema unzione

del silenzio.

E si propaga

in vari modi

fra la gente.

Ma è quando arriva fra le gente

che si rimpiange il silenzio

e torna sonnacchioso il vuoto

che eternamente riempiremo.

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